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Claudio Canzian, intervenuto in collegamento da Pantelleria dove si trova in vacanza nel programma " È SEMPRE NOTTE GOL ", è un esempio di attaccamento alla maglia rossoverde. Basti citare che dopo la retrocessione dalla Serie B nella stagione 92/93 e dopo aver vinto il campionato di C nell'annata precedente Canzian è stato uno dei pochi giocatori della vecchia rosa a restare per affrontare il Campionato Nazionale Dilettanti. Una scelta di cui, ancora oggi dichiara di non essersi pentito per l'affetto e il riconoscimento che i ternani gli tributano a distanza di più di 30 anni. Ed è con lui che parliamo nel corso del suo intervento della situazione che è intorno alla Ternana dopo il fallimento.              PUBBLICITÀ

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LA CRISI ODIERNA E LA SPACCATURA DELL'AMBIENTE

Analizzando la situazione odierna, Canzian individua nella frammentazione della tifoseria l'ostacolo principale ad una rinascita del calcio ternano che paragona con quella in cui il calciatore è stato protagonista nei due campionati nazionali Dilettanti. " A quei tempi, afferma Canzian, c'era un'unità d'intenti e un entusiasmo che portava 10.000 persone allo stadio anche in Serie D; oggi vede troppe divisioni tra le varie componenti e per scalare di nuovo le categorie bisogna superare le rivalità interne e remare tutti dalla stessa parte perché queste spaccature rallentano solo la ripartenza".

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LE INSIDIE DELLA SERIE D E IL " PROFESSIONISMO MASCHERATO"

Sulle difficoltà del campionato di serie D Canzian si esprime così: " La Serie D non deve essere sottovalutata poiché è diventata un professionismo mascherato, paragonabile alla vecchia Serie C2. È un campionato estremamente difficile per due motivi principali:

-Il regolamento, perchè solo una squadra vince il campionato e viene promossa, mentre ben quattro retrocedono.

-L'obbligo dei "fuori quota": È obbligatorio schierare tre giovani (nati nel 2006, 2007 e 2008) per tutti i 90 minuti. Se manca anche solo per un minuto uno di questi ragazzi, si perde la partita a tavolino".

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LA RICETTA PER RIPARTIRE: LA DORSALE CENTRALE E L'APPARTENENZA

Attualmente Canzian è il responsabile tecnico del Pordenone e in base alla sua esperienza prova a suggerire una strategia utile per affrontare un campionato difficile come la serie D. " Bisogna avere almeno 10-12 ragazzi che orbitano costantemente intorno alla prima squadra per gestire l'obbligo dei fuori quota. Poi costituire una dorsale centrale con giocatori esperti composta da un difensore centrale, un regista che detta i tempi ed un attaccante forte fisicamente oltre ad avere una buona confidenza con il gol. E poi è determinante che oltre alle doti tecniche servano due o tre figure all'interno del gruppo che abbiano un viscerale spirito di appartenenza e che siano disposte a " Morire in campo per la maglia " trasmettendo questo valore ai compagni. Giovani e meno giovani".            PUBBLICITÀ

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Il finale dell'intervista viene riservato ad un pò di amarcord con il commento di alcune foto ed in particolare quella  della squadra che subì pochissimi gol vincendo il campionato di serie C e di un'altra che raffigura sua figlia, Camilla, ormai prossima alla laurea di Scienze politiche, che sventola una bandiera rossoverde dopo la promozione targata Toscano del 2011-12. Buon sangue non mente!

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 30 giugno 2026 alle 09:07
Autore: Redazione
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