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ROSSI
Continuano a manifestarsi le reazioni alla sentenza del TAR dell'Umbria sul Progetto Stafio-Clinica con la sola eccezione di quella della Ternana Calcio che non ha espresso la seppur minima dichiarazione. Insomma, un silenzio assordante da parte del soggetto  più interessato alla realizzazione del progetto. Almeno sulla carta. Hanno rilasciato, invece, un lungo comunicato il sindaco Bandecchi e l'assessore Anibaldi in cui hanno espresso  i loro dubbi sulla decisione assunta dal TAR  ventilando l'ipotesi di ricorrere, dopo un approfondimento con i propri legali, al Consiglio di Stato dove sono " contenti che la sede del Consiglio si Stato  sia a Roma e non a Perugia ". Quello che segue è il testo integrale del comunicato. PUBBLICITÀ

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" A una prima lettura della sentenza – dichiarano il sindaco Stefano Bandecchi e l’assessore Sergio Anibaldi -  il Tar si è attenuto esclusivamente alla ricostruzione  effettuata dalla Regione e cioè ha letto come negativo il parere conclusivo della conferenza dei servizi decisoria del 2022. 
In altri termini la sentenza si basa sul riconoscimento dell’interpretazione data dalla Regione sul punto cinque della conferenza dei servizi secondo cui si sarebbe conclusa negativamente per la clinica. PUBBLICITÀ

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Così facendo il Tar non è dovuto entrare nel merito di nessuna valutazione di diritto in merito legge stadi, alle procedure di legge in materia di conferenza dei servizi, in merito alla prevalenza o meno di pareri positivi all’interno della procedura, e ha potuto così cassare il provvedimento comunale conseguente alla conferenza dei servizi decisoria. Inoltre appare particolare in punto di fatto l’affermazione, palesemente peruginocentrica, contenuta nel dispositivo che afferma “tale autorizzazione è stata legittimamente negata, in ragione del fatto che la pianificazione sanitaria regionale, vigente all’epoca, prevedeva nel territorio di riferimento, il soddisfacimento del fabbisogno esclusivamente mediante strutture pubbliche”. Si tratta di un passaggio particolarmente discriminatorio in quanto a Terni non c’è neanche una struttura privata convenzionata a fronte delle cinque operanti su Perugia; a Terni c’è un ospedale pubblico che ha oltre 60 anni di vita, a fronte di un ospedale nuovo di zecca a Perugia.

In realtà, e qui la beffa si accentua, a seguito della delibera della giunta regionale 1399 del 2023 provvedimento generale di programmazione della rete ospedaliera regionale ai sensi del DM 70/2015-allineamento alla delibera di giunta regionale 212/2016  sono stati previsti per la provincia di Terni 80 posti letto accreditabili più 42 liberi. Quindi oggi i posti letto privati sono previsti, come ha dato atto il rup comunale nella sua determina oggetto di impugnazione, ma il Tar asserisce che la valutazione della compatibilità è esclusivamente della Regione.  Riteniamo dunque non condivisibile la sentenza del Tar che nei prossimi giorni sarà oggetto di approfondimento anche ai fini dell’impatto che questa avrà sulla realizzazione dello stadio, sulla sua gestione attuale e sula continuità del calcio a Terni. Siamo oltremodo contenti, infine, che il Consiglio di Stato stia a Roma e non a Perugia” .

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 00:47
Autore: Redazione
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