LO STRANO MERCATO DEGLI SVINCOLATI


Ogni anno le società di tutte le categorie e di tutte le nazioni si presentavano al ritiro di luglio con la base della rosa dell’anno precedente e con i nuovi acquisti svincolati, già fermati da marzo in poi. Ultimamente, invece, ci sono giocatori, anche di ottimo livello, che si presentano senza squadra nel mese di luglio, costretti, poi, ad allenarsi da soli in attesa di una chiamata, di una squadra pronta ad investire tempo e denaro su giocatori che, per forza di cose, non saranno fisicamente pronti come gli altri.


Un esempio calzante, lo abbiamo avuto anche a Terni lo scorso anno. Infatti, Marco Capuano, pilastro della difesa rossoverde della scorsa stagione, è arrivato praticamente a fine mercato, saltando la preparazione estiva con i compagni di squadra. Si era allenato, sì, ma come ha anche più volte ribadito lo stesso difensore ex Frosinone, allenarsi da solo lo ha portato ad avere una condizione fisica e un morale non a livelli eccelsi.
Probabilmente, questa evoluzione del mercato è molto condizionata dalle nuove commissioni, sempre più alte, richieste dai vari procuratori. Con questa modalità, infatti, i cartellini dei giocatori svincolati non risultano mai “gratis” per le società acquirenti e, quindi, richiedono uno studio accurato della fattibilità economica, proprio come l’acquisizione di calciatori tesserati da altre società, lavoro che richiede tempo e che, incastrato con quello necessario per altre trattative, rischia di far slittare l’accordo.


Per questi motivi, negli ultimi anni, sono molti i giocatori svincolati che arrivano a fine mercato e anche oltre, costretti poi ad accettare realtà non consone alle loro caratteristiche. Questo, però, ha comportato, spesso, stop fisici per infortuni muscolari durante la stagione che hanno condizionato il rendimento della squadra e del giocatore stesso.
Perciò, se si vuole investire su qualche giocatore senza contratto, urge muoversi, sia per sbaragliare la concorrenza, sia per averlo al top per l’inizio di campionato e ridurre al minimo i rischi di infortunio.

Samuele Manni

Lascia un commento